E-commerce e metodo

Diagnosi digitale: cosa analizzare prima di spendere in marketing

Risposta rapida

Una diagnosi digitale è un’analisi completa della presenza online di un’azienda, fatta prima di investire in marketing. Esamina scheda Google, sito, coerenza dei dati, reputazione, social, concorrenti, misurazione e processi commerciali, e restituisce una fotografia oggettiva di dove si perdono clienti. Il piano d’azione viene dopo, non insieme.

Molti imprenditori arrivano con una soluzione già decisa: «mi serve un sito nuovo», «voglio fare pubblicità su Facebook», «mi serve qualcuno per i social». A volte è la scelta giusta. Spesso no. Il sito nuovo non serve se la scheda Google ha l’indirizzo sbagliato. La pubblicità non rende se il telefono non risponde il sabato. Per questo il mio lavoro inizia sempre da una diagnosi.

Perché fare una diagnosi prima di investire?

Perché il problema che si vede raramente è il problema vero. «Ho pochi clienti» può dipendere da dieci cause diverse, e ognuna ha una soluzione diversa. Investire senza diagnosi è come prendere una medicina senza sapere cosa si ha: a volte funziona, spesso si spende per niente.

La diagnosi serve anche a una seconda cosa: creare un punto di partenza misurabile. Senza sapere com’era prima, non potrai mai dire se il marketing ha funzionato.

Quali aree si analizzano?

1. Scheda Google Business Profile

Categoria, completezza, foto, orari, recensioni, risposte, domande. È quasi sempre la prima fonte di contatti per un’attività locale, ed è spesso trascurata.

2. Sito web

Velocità su smartphone, chiarezza delle pagine principali, presenza delle informazioni che i clienti cercano, inviti all’azione, errori tecnici, pagine duplicate, testi segnaposto dimenticati.

3. Coerenza dei dati

Nome, indirizzo, telefono, orari e servizi confrontati tra sito, scheda Google, social, elenchi e piattaforme. Le incoerenze riducono la fiducia di Google, delle AI e dei clienti.

4. Reputazione

Voto, numero e ritmo delle recensioni, temi ricorrenti nelle critiche e nei complimenti, qualità delle risposte.

5. Visibilità nella ricerca e nelle AI

Per quali ricerche l’azienda compare, per quali no, e se le AI la citano quando si fanno le domande che fanno i clienti.

6. Social e contenuti

Non il numero di follower, ma la coerenza, la frequenza, il tipo di contenuti e se portano contatti.

7. Concorrenti

Cosa fanno meglio, dove sono deboli, quali spazi sono liberi. Spesso la diagnosi rivela che i concorrenti diretti sono più deboli di quanto si pensasse.

8. Misurazione e processo commerciale

Si sa da dove arrivano i clienti? Chi risponde alle richieste e in quanto tempo? Esiste una lista dei clienti? Spesso il problema non è il marketing, è quello che succede dopo il contatto.

Le 8 aree della diagnosi
1
Scheda Google
2
Sito web
3
Coerenza dei dati
4
Reputazione
5
Visibilità su Google e AI
6
Social e contenuti
7
Concorrenti
8
Misurazione e vendita

Cosa emerge di solito?

Dalle diagnosi che ho fatto a ristoranti, strutture ricettive, negozi e aziende di servizi in Sardegna ricorrono alcuni schemi:

  • Dati incoerenti tra canali, quasi sempre.
  • Un servizio importante assente dal sito, magari quello più redditizio.
  • Recensioni forti ma non sfruttate: una reputazione eccellente che nessuno racconta.
  • Domanda e offerta non allineate: l’azienda spinge un servizio in una zona dove la domanda è debole, mentre trascura la zona in cui i clienti la cercano.
  • Nessuna misurazione: impossibile capire cosa funziona.

Nel caso studio sui dati incoerenti racconto una diagnosi di questo tipo.

Perché la diagnosi non contiene subito il piano d’azione?

Perché sono due lavori diversi e mescolarli indebolisce entrambi. La diagnosi deve essere oggettiva: descrive cosa c’è, con dati, senza vendere soluzioni. Il piano si costruisce dopo, insieme all’imprenditore, scegliendo le priorità in base a budget, tempo e obiettivi.

Il metodo con cui lavoro segue tre fasi:

  1. Diagnosi strategica: la fotografia completa e oggettiva.
  2. Progetto di avvio di 90 giorni, a prezzo fisso, sulle priorità emerse.
  3. Collaborazione continuativa, proposta solo a progetto concluso e con risultati verificati sui numeri.
Il metodo in 3 fasi
Diagnosi strategicaLa fotografia oggettiva
Progetto di 90 giorniPrezzo fisso, sulle priorità
CollaborazioneSolo con risultati verificati

Come si riconosce una buona diagnosi?

  • Si basa su dati verificabili, non su impressioni.
  • Distingue i problemi gravi da quelli estetici.
  • È leggibile da un imprenditore, non solo da un tecnico.
  • Confronta l’azienda con i concorrenti reali della sua zona.
  • Non è un preventivo travestito.

Domande frequenti

Quanto dura una diagnosi digitale?

In genere da una a tre settimane, a seconda della complessità dell’azienda e del numero di canali.

Cosa devo fornire?

Gli accessi in lettura a scheda Google, sito e strumenti di statistica, se esistono, e un’intervista sugli obiettivi e sui clienti.

La diagnosi serve anche se ho già un’agenzia?

Sì: è uno sguardo esterno che aiuta a capire se il lavoro attuale va nella direzione giusta.

Dopo la diagnosi sono obbligato a proseguire?

No. La diagnosi è un lavoro completo in sé: puoi usarla con la tua squadra o con chi preferisci.

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