E-commerce e metodo

Caso studio: velocizzare un e-commerce WordPress con 450 prodotti

Risposta rapida

Un e-commerce WordPress con centinaia di prodotti rallenta soprattutto per immagini pesanti, cache assente o mal configurata, font caricati da server esterni e database appesantito. Prima del lancio abbiamo trovato anche errori di contenuto (testi segnaposto, un pulsante che portava alla pagina sbagliata, una pagina carrello duplicata) e definito un piano in sette fasi.

Chi era il cliente?

Un negozio di prodotti tipici sardi dell’entroterra, con un nuovo e-commerce WordPress di circa 450 prodotti: vini, liquori, formaggi confezionati, dolci, pasta, conserve. Lo shop era quasi pronto per il lancio e il titolare voleva essere sicuro che funzionasse bene, soprattutto da smartphone.

Perché la velocità è così importante per un e-commerce?

Per tre ragioni:

  1. Le persone abbandonano le pagine che si caricano lentamente, soprattutto da telefono e con connessioni deboli.
  2. Google misura l’esperienza della pagina con indicatori chiamati Core Web Vitals, che considerano velocità di caricamento, reattività e stabilità della pagina.
  3. Ogni passaggio lento nel carrello fa perdere ordini già quasi conclusi.

Cosa è emerso dall’audit?

L’analisi ha rivelato due tipi di problemi: di contenuto e tecnici.

Problemi di contenuto

  • Testi segnaposto nelle testimonianze: frasi di esempio rimaste dal tema grafico, visibili ai clienti.
  • Un pulsante di invito all’azione che portava alla pagina sbagliata.
  • Una pagina carrello duplicata, creata per errore durante la configurazione, che confondeva il percorso d’acquisto.
  • Un accento mancante in un testo visibile: un dettaglio, ma su un sito che vende qualità i dettagli contano.

Sono errori banali che quasi ogni sito appena costruito contiene. Il problema è che chi lo ha costruito non li vede più, perché ha guardato quelle pagine cento volte.

Problemi tecnici

  • Un banner principale molto pesante in formato PNG, caricato in cima alla home.
  • Cache non configurata in modo ottimale.
  • Font caricati da server esterni, che aggiungono richieste e tempo.
  • Database da ottimizzare, con dati superflui accumulati durante la costruzione.

Quali sono le sette fasi del piano?

  1. Cache: configurazione completa della cache delle pagine, con esclusioni corrette per carrello, cassa e area cliente, che non devono mai essere servite dalla cache.
  2. Immagini: conversione in formati moderni come WebP o AVIF, ridimensionamento alle misure reali di visualizzazione e caricamento differito per le immagini sotto la parte visibile.
  3. Rete di distribuzione dei contenuti (CDN): i file statici vengono serviti da server vicini a chi visita, utile per chi compra dalla penisola o dall’estero.
  4. Font in locale: i caratteri tipografici vengono ospitati sul sito stesso, riducendo le richieste esterne e migliorando anche la conformità privacy.
  5. Gestione ordini ottimizzata: attivazione della modalità di archiviazione degli ordini ad alte prestazioni prevista da WooCommerce, che rende più veloci le operazioni sugli ordini.
  6. Pulizia del database: eliminazione di revisioni, dati temporanei e residui superflui.
  7. Correzione dei contenuti: tutti gli errori trovati nell’audit, più un controllo finale su smartphone di ogni pagina del percorso d’acquisto.

L’ordine conta: prima i problemi che pesano di più e richiedono meno lavoro, poi quelli più delicati.

Il piano in 7 fasi
1
CacheCon le esclusioni giuste
2
ImmaginiWebP o AVIF, misure reali
3
CDNFile vicini a chi visita
4
Font in localeMeno richieste esterne
5
Ordini ottimizzatiArchiviazione veloce
6
DatabasePulizia dei residui
7
ContenutiErrori corretti, prova da smartphone
Prima i problemi che pesano di più e richiedono meno lavoro.

Cosa abbiamo imparato?

  • L’audit va fatto prima del lancio, non dopo le prime lamentele.
  • Uno sguardo esterno trova gli errori che chi costruisce non vede più.
  • Le immagini sono quasi sempre il primo problema negli e-commerce di prodotti alimentari, dove le foto sono tante e importanti.
  • La cache va configurata con attenzione in un e-commerce: una cache sbagliata sul carrello crea problemi più gravi della lentezza.

Checklist veloce per il tuo e-commerce

  • Le immagini sono in WebP o AVIF e alle misure giuste?
  • La cache esclude carrello, cassa e area cliente?
  • I font sono ospitati sul sito?
  • Ci sono pagine duplicate o di prova pubblicate?
  • Ci sono testi segnaposto da qualche parte?
  • Tutti i pulsanti portano alla pagina giusta?
  • Hai fatto un ordine di prova completo da smartphone?

Domande frequenti

Come si misura la velocità di un sito?

Con strumenti gratuiti come PageSpeed Insights di Google, che mostra i Core Web Vitals e i problemi principali. Conviene misurare sia la home sia una pagina prodotto e la pagina carrello.

Basta un plugin di cache per risolvere tutto?

No. La cache aiuta molto, ma non compensa immagini troppo pesanti o un tema mal costruito.

Ogni quanto va ripetuto un controllo?

Dopo ogni aggiornamento importante del sito e comunque almeno due volte l’anno, prima dei periodi di vendita forte come Natale.

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